“Al teatro sotto casa” c’è Max Gazzè: Da Bologna a Roma , continua il tour del cantautore romano.

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Max Gazzè in concerto

È un Max Gazzè intimista e riflessivo quello che arriva a Bologna con il tour “Al teatro sotto casa”, anche se poi – quando c’è da farsi prendere dal ritmo e dalla musica – non si tira di certo indietro.

Una scenografia semplice, l’eleganza del quartetto d’archi tutto al femminile “Euphoria”, l’atmosfera confortevole del teatro quando fuori è freddo che permette sempre di instaurare un rapporto personale con il pubblico, quasi familiare.

Accompagnato da Giorgio Baldi alla chitarra elettrica, Clemente Ferrari al piano e sintetizzatori, Dedo alla tromba, trombone e chitarra acustica e Puccio Panettieri alla batteria, Max Gazzè ha cominciato a portare in giro per l’Italia gli inediti del suo ultimo album “Sotto casa” lo scorso giugno, in un tour intenso prodotto da Francesco Barbaro, per OTRlive. Con l’arrivo dell’inverno, Gazzè si è spostato verso il centro-nord: lo scorso 18 novembre è stato ospite al Teatro EuropAuditorium, il più grande di tutta l’Emilia Romagna, mentre nei prossimi giorni farà tappa a Trento, Cremona, Torino, Milano e poi alcune date nelle regioni centrali, per chiudere a Roma dal 18 al 21 gennaio.

La scelta musicale è quella di far conoscere al suo pubblico i nuovi pezzi contenuti nell’album, di cui lui stesso spiega origine, senso ed evoluzione, tra una canzone e l’altra. È il caso, ad esempio, di “Atto di forza”, attraverso il quale Gazzè prova ad immedesimarsi nello stato d’animo di una donna vittima di una violenza sessuale. Tuttavia, non mancano in tour i successi che hanno costellato la carriera del cantante romano fino ad oggi: “Cara Valentina” è un’occasione per far ballare l’intero teatro, così come “La favola di Adamo ed Eva” e “Il solito sesso”, quest’ultima accompagnata sul palco da tinte sensualmente rosso fuoco.
Sarà il clima del teatro, sarà l’accoglienza bolognese, Gazzè all’EuropAuditorium era in vena di scherzi e confidenze con il pubblico. “Sono qui da due giorni e oggi ho mangiato delle tagliatelle che erano la fine del mondo”. Poi, quando fa partire le note di “Mentre dormi”, non può fare a meno di riandare con la memoria all’esperienza cinematografica e quindi a Rocco Papaleo, “che è un mio carissimo amico”.
Dopo due ore di pezzi in chiave rivisitata, intervalli umoristici – bravissime le violiniste nelle loro performance ironiche, ma di alto livello – e duetti con il pubblico, Max Gazzè chiude il concerto chiamando tutti a raccolta accanto a sé. Così, centinaia di persone si riversano sotto il palco e tutti insieme, seguendo il ritmo dato da lui, intonano “Una musica può fare”. Sì, perché in effetti una musica a volte può davvero fare tante cose…

Fonte: www.musicroom.it

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