Moncalieri Jazz Festival: Aziza chiude il festival il 13 novembre

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Fonderie Teatrali Limone
Via Pastrengo, 88 – Moncalieri – Tel. 011/5169496

Ingresso: € 20

Aziza, una vera “all star band”, nata da un’amalgama di talenti come la si potrebbe sognare solo in una partita di… fantacalcio jazzistico. Da un simile quartetto ci si può bene attendere un jazz moderno e vibrante, dal beat fisicamente ed emotivamente travolgente.
Tra i quattro grandi nomi che formano Aziza, spicca per la sua lunga carriera quello del bassista Dave Holland: con lui ci si muove nelle sfere ‘alte’ del jazz contemporaneo. Nato nel 1946 in Gran Bretagna e cresciuto musicalmente in compagnia di altri celebri jazzisti attivi sulla scena inglese (Kenny Wheeler, John Surman, John Taylor), Holland impresse una nuova direzione alla sua carriera trasferendosi negli Stati Uniti nel 1968. Vi fu chiamato da Miles Davis, con una telefonata repentina pochi giorni dopo che Miles aveva sentito il giovane contrabbassista esibirsi a Londra. Holland entrò immediatamente a far parte del gruppo in via d’elettrificazione di Davis, un sodalizio che durò un paio d’anni, durante i quali partecipò alle registrazioni di diversi album a partire da Filles de Kilimanjaro (inclusi gli epocali In a Silent Way e Bitches Brew).
Nel dopo-Miles, Holland creò i Circle con Chick Corea, Barry Altschul e Anthony Braxton, mentre nel 1972 pubblicò il suo primo album da leader, iniziando una lunghissima affiliazione con l’etichetta ECM. Sempre continuando l’attività a capo dei propri gruppi, Holland è stato anche al fianco di Stan Getz, Herbie Hancock e Thelonious Monk. 
Ma negli ultimi tre decenni, a parte collaborazioni sempre prestigiose (come quelle con Sam Rivers e Kenny Barron), Holland si è dedicato soprattutto a sviluppare la propria musica, giungendo alle sue attuali proposte ritmicamente poliedriche e visionarie: un intreccio di linee dalle coordinate sempre spiazzanti, di assolo d’assoluta maestria. Il sound e l’empatia collettiva raggiungono nei gruppi di Holland altezze da brivido.
Sul fronte del palco si pone Chris Potter, sassofonista che definisce l’odierno stato dell’arte del sax. Spesso al fianco di Holland, e leader di una band di grande influenza (gli Underground), è la “sublimazione” del sax oggi: a meno di cinquant’anni è già un riferimento per generazioni di musicisti, ha 15 incisioni all’attivo e oltre 100 partecipazioni a cd ed è solista affiatato nelle band di Pat Metheny, Herbie Hancock, Paul Motian… Lionel Loueke è il suono ‘esotico’ del gruppo. Originario del Benin, si sposta a Parigi nel 1994 e poi raggiunge gli Stati Uniti nel 1999. Nel 2001 viene ammesso al Thelonious Monk Institute of Jazz di Los Angeles, i cui corsi gli permettono di fare pratica assieme a Herbie Hancock, Terence Blanchard e Wayne Shorter. Mentre è ancora studente, Loueke entra a far parte in maniera stabile del gruppo di Blanchard e poi di quello di Hancock, ma suona e registra anche con Dianne Reeves, Cassandra Wilson, Wayne Shorter, Charlie Haden, Kenny Garrett, Roy Hargrove, Sting, Santana… Oggi è anche leader dalla spiccata personalità. Anche Eric Harland da tempo fa parte dei collaboratori musicali sia di Holland che di Potter. Ma è anche il propulsore ritmico dei gruppi di Charles Lloyd, Aaron Goldberg e dei James Farm (con Joshua Redman), oltre che apprezzabile leader. Lo si è sentito anche con McCoy Tyner, Kurt Rosenwinkel, Terence Blanchard…

Sito ufficiale:
www.moncalierijazz.com

Responsabile della comunicazione: Giorgio Cremona
Tel/Fax + 39 011 6813130 – Cell + 39 338 8903789
giorgio.cremona@moncalierijazz.com

Fonte: Elisabetta Castiglioni ( Ufficio Stampa )

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