Renato Zero: L’Amo in Tour, sold out le due date di Bologna

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Renato Zero

Davanti ai cancelli dell’Unipol Arena ci sono tutti: una coppia di cinquantenni in jeans e maglietta nascosti sotto i cappellini luccicanti (quelli di Renato), un gruppo di amiche con la voglia di intonare cori prima ancora che venga suonata la nota zero, un sorridente adolescente a braccetto con la mamma, a sua volta impegnata a sostenere i genitori ottantenni.

Perché Renato Zero è così: trasversale, senza tempo. Piace ai giovani, agli anziani, agli uomini, alle donne, ai bambini, ai poveri, ai ricchi, agli studenti, ai lavoratori. Lui, che all’inizio era soltanto “un figlio scandaloso”.

“Bologna! – saluta l’Unipol che suda sotto il peso del sold out, per due date consecutive: il 15 e 16 ottobre – Quando si arriva dall’autostrada si incontra il cartello “Bologna”. Io aggiungerei: qui si sogna! Quanti sogni abbiamo collezionato, cantare qui è un po’ come tornate alle origini. Possiamo tranquillamente dire che in questi anni non ci ha regalato niente nessuno, ci siamo conquistati tutto a suon di sacrifici. Avevate promesso che non avreste cambiato faccia né spirito, e così è stato. Ci siamo riusciti, perché voi siete qui e io sono qui. Se non è amore questo!

Il bianco è il colore dell’Amo in Tour: bianco il completo giacca e pantalone nel primo tempo – se si esclude la fantasia di mantelli e drappi che di certo non può mancare – bianca l’orchestra (gli Amorini di Renato, come li chiama lui), bianco il corpo di ballo. E bianco è anche lo sfondo che nei momenti iniziali del concerto nasconde i musicisti per lasciare spazio al pianoforte, accompagnatore unico dell’introduzione musicale.

I suoi brani storici Renato Zero li riserva per l’Incipit, e poi per poche altre parentesi nel corso di uno spettacolo che dura quasi tre ore. Il vero protagonista di questo tour è “Amo“, con i suoi pezzi inediti, i suoi due capitoli, la sua “Voglia d’amare“.
Sentirsi pieni di poetico abbandono, di un senso alto del tragico e del buono, e nonostante tutto avere dell’amore un’idea talmente splendente e sublime. D’amore parlano le sue ultime canzoni, le sue parole: tenere nei confronti della gente comune, degli antichi maestri, dei veri amici; graffianti se rivolte ai politici, a chi governa le sorti dell’Italia. “Noi tutto sommato siamo al sicuro, mentre gli altri sono lì a litigarsi poltrone. C’è una povertà intollerabile, che è quella dello spirito. Facciamo far rumore alle nostre idee, impariamo a dire di no. Credici e vola alto, perché prima o poi ci arrivi. Te lo dice Renato“.

“Nei giardini che nessuno sa”, “La pace sia con te”, “Una canzone da cantare avrai”: l’Amo in Tour è il racconto di un’anima con la maledizione dell’arte nelle vene. Un’anima che soffre, che impara il sapore della solitudine, ma attraverso il dolore cresce, vince, ama, cade e si rialza, cambia, si trasforma, vive di emozioni. E poi, infine, assapora la felicità.

Fu una bella stagione per noi, di prodezze e amarezze, se vuoi. Ma nessuno conoscerà mai quella felicità. Nessuno, a parte noi. Nessuno… Quando arrivo, te ne accorgerai.

Fonte: www.musicroom.it

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