Karakaz: torna nelle radio con il nuovo singolo “Forte”


Dal 16 gennaio disponibile nelle radio e in tutti gli store digitali “Forte”, il nuovo singolo di Karakaz.
Si tratta del nuovo brano estratto dal suo nuovo album “Homo” in uscita il 23 gennaio.
Un progetto deliberatamente scomodo e refrattario a qualsiasi etichetta. Che arriva dopo una serie di pubblicazioni che hanno progressivamente definito un nuovo orizzonte artistico.
E che rappresenta oggi un punto di sintesi tra le diverse traiettorie sonore e concettuali dell’artista.
“Homo” è il risultato di una lunga gestazione e concentra in modo coerente tensioni, linguaggi e immaginari già emersi nei lavori più recenti. I tratti distintivi del linguaggio di Karakaz restano intatti.
Suoni metallici, stratificazioni abrasive, improvvise deflagrazioni e un lavoro ritmico che alterna ciclicità ossessive e andamenti marziali.
I testi rinunciano a ogni forma di mediazione: sono fisici, diretti e spesso claustrofobici. Affrontano senza filtri il conflitto permanente tra identità individuale e un contesto sociale percepito come ostile e ipocrita.
Dal punto di vista sonoro “Homo” si muove in una zona franca tra i generi.
Assorbe strutture del rock, svuota e riassembla i codici del pop. Uilizza la sintesi sonora con un approccio che guarda più alla psichedelia e alla techno che alla forma-canzone tradizionale.
“Homo” è un atto di frizione più che di appartenenza. Non offre soluzioni né catarsi ma restituisce un’urgenza sincera. Una forma di rabbia controllata che proprio nella sua durezza, lascia intravedere una speranza minima ma necessaria.
Ad anticipare l’album è “Forte”, il brano disponibile dal 16 gennaio che rappresenta il momento più esposto e sentimentale mai raggiunto da Karakaz.
Una traccia che riesce a dare rumore al dolore della perdita, trasformando il crollo di un rapporto in una materia sonora fragile e intensa. La scrittura attraversa i ricordi senza potervi più appartenere, mettendo in scena una distanza affettiva e irreversibile.
Il testo procede per scomposizione, come un’operazione chirurgica sulla memoria. Ciò che un tempo costruiva la bellezza viene analizzato e privato di ogni protezione retorica.
Non c’è nostalgia rassicurante, ma una lucidità dolorosa che rende il brano profondamente fisico.
Fonte: Alice Mancabelli ( Island Records )


















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