Eduardo De Crescenzo: annuncia 1 nuova data all’Arena Flegrea


Eduardo De Crescenzo torna con una nuova data live il 19 settembre 2026 all’Arena Flegrea.
L’annuncio arriva dopo il rapido sold out in prevendita del concerto del 30 giugno nella più grande arena all’aperto del sud Italia.
Insieme ad Eduardo De Crescenzo sul palco dell’Arena Flegrea, un ensemble di musicisti tra i più prestigiosi della scena musicale contemporanea. Si tratta di Enzo Pietropaoli, Marcello Di Leonardo, Julian Oliver Mazzariello, Daniele Scannapieco e Susanna Krasznai.
Ed ovviamente la sua fisarmonica, firma inconfondibile del suo sound.
In scaletta i brani del suo vasto e curato repertorio. Canzoni che sembrano rincorrere il tempo futuro, che misteriosamente rifioriscono di generazione in generazione.
Rinnovate da tutte le evoluzioni musicali che Eduardo attraversa e che riporta al pubblico dei suoi concerti. Mentre dal 29 maggio è disponibile per la prima volta in doppio vinile l’iconico album “Essenze Jazz 2026”.
I biglietti per assistere al concerto del19 settembre 2026 sono disponibili in esclusiva su ETES.it e nei punti vendita autorizzati.
Eduardo De Crescenzo rappresenta “la voce”, in assoluto tra le più apprezzate del panorama musicale italiano.
Notoriamente per estensione, ma ancor di più per una stupefacente carica di armonici che gli consente di disegnare con naturalezza ogni stato d’animo umano. Il grande pubblico lo conosce in quel Sanremo del 1981 con “Ancora”.
Un successo strepitoso tutt’oggi amato e suonato in tutto il mondo.
La sua storia musicale però comincia molto prima: a soli tre anni suona “a orecchio” la fisarmonica. A cinque anni lillipuziano fisarmonicista debutta al Teatro Argentina di Roma e già inizia gli studi di musica classica.
Cantante e interprete emozionante, compositore, musicista e fisarmonicista ispirato affina nel tempo i suoi talenti e li fonde in uno stile personale.
Difficile collocarlo sotto le consuete “etichette di genere”. Nel suo mondo sonoro si riconoscono mille sfumature. Tra cui le interpretazioni poetiche degli chansonniers italiani e napoletani che a inizio del XX secolo s’ispirarono all’esistenzialismo francese.
Oltre al ritmo serrato del vocalizzo scat che scopriva nell’adolescenza nei locali americani sul porto di Napoli dove la sera si suonava il jazz. Ed ancora le suggestioni del Mediterraneo che lo ispirano dal mare o dai vicoli della sua città.
Napoletano nel corso della sua lunga carriera, ha saputo riflettere un’immagine di valore del suo territorio. Impersonando con coerenza una Napoli poetica, colta, che vive con impegno, intensa nel sentimento ma lontana da ogni folclorica rappresentazione.
La sua musica attraversa il tempo, le mode e le generazioni con insolita freschezza.
Cattura un pubblico esigente educato alla lettura della virtù. Ma anche un pubblico che si lascia trasportare dal brivido istintivo che la sua potenza espressiva riesce a infiltrare sotto la pelle dell’ascoltatore.
Fonte: Ufficio Stampa ( DMV comunicazione )



















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