Valtellina: propone diverse escursioni per la Giornata del Bacio


Per celebrare la Giornata Internazionale del Bacio il 6 luglio la Valtellina si presta come destinazione per trekking di coppia.
Dove il percorso diventa parte della storia condivisa, che si tratti di attraversare boschi ombrosi, costeggiare ruscelli o superare piccoli ponti per una foto insieme. La camminata in montagna diventa un’esperienza ad alto tasso di romanticismo.
Scenari alpini, giornate luminose e pause immerse nella natura creano l’atmosfera perfetta per celebrare la complicità e la bellezza dello stare insieme.
Ogni proposta può trasformarsi in una tappa di un viaggio estivo tra le montagne. Alla scoperta di luoghi straordinari dalla Valle Spluga all’Alta Valtellina, rafforzando il legame insieme, passo dopo passo.
La prima passeggiata in Valle Spluga nella parte nordoccidentale della provincia di Sondrio, porta alla cascata del Groppera. Che si raggiunge con una breve camminata di pochi minuti dal centro di Madesimo. Da Piazza Bertacchi dopo un centinaio di metri si imbocca Via Groppera e si segue il corso del torrente omonimo fino ai piedi del salto.
È un punto particolarmente fotogenico in ogni stagione. Un salto nella roccia di circa 50 metri che d’inverno gela quasi completamente, trasformandosi in un monumento di ghiaccio.
La vicinanza al centro e l’accesso facile ne fanno la meta di un attimo d’emozione.
La seconda escursione parte da Isola, frazione di Madesimo a circa 1.268 m. Attraversa i prati sopra il piccolo borgo fino a Ca’ Raseri, per poi proseguire su una comoda sterrata lungo il torrente Febbraro fino alla cascata. In parte nascosta in un rigoglioso bosco di abeti.
È un itinerario punteggiato dai caratteristici “carden”, le antiche costruzioni rurali. Lo scenario ideale per una camminata lenta a due, tra acqua, boschi e silenzio.
Per chi cerca una meta panoramica è possibile acquistare un permesso giornaliero per percorrere in auto la strada consortile fino a Ca’ Raseri. Riducendo il dislivello e raggiungendo poi la cascata a piedi.
Chi vuole spingersi oltre può trasformare la gita in un trekking d’alta quota. Il sentiero prosegue tra i boschi lungo il torrente alimentato dai laghi alpini e dalla Cascata della Val Febbraro. E l’escursione culmina al Passo Baldiscio tra il Lago Grande e il Laghetto del Mot al confine con la Val Mesolcina svizzera.
Da segnalare la novità che arricchisce l’itinerario: dall’estate scorsa ha aperto ufficialmente il Rifugio Baldiscio. Nuovo punto di riferimento per gli escursionisti lungo i sentieri che dalla Val Febbraro portano fino al confine svizzero.
Scendendo lungo la Bassa Valtellina le opzioni spaziano tra camminate, racconti e sapori locali. Qui sono organizzate una serie di esperienze guidate, attività leggere e conviviali pensate per scoprire il territorio. E trasformare una semplice uscita in un momento da ricordare.
La rassegna si chiama Walks & Vibes ed è promossa dal Consorzio Turistico Porte di Valtellina. Il tutto nell’ambito del progetto “Costruire insieme una destinazione 2026–2030”.
Risalendo la Valmalenco ci sono alcune proposte per raggiungere la vetta e vedere l’alba dopo aver dormito in rifugio. Due escursioni in particolare funzionano al meglio se ci si ferma una notte in quota.
Così da essere già nel punto panoramico la mattina presto e vivere il passaggio dalla notte alla luce in modo naturale.
Il primo trekking porta al Lago Palù, raggiungibile salendo da San Giuseppe lungo un sentiero nel bosco di circa un’ora e mezza. Oppure con una variante più tranquilla che passa da zone meno frequentate come Paluetto e Barchetto. L’ideale è dormire direttamente al Rifugio Palù così da trovarsi già a pochi minuti dal lago prima dell’alba.
Qui l’esperienza è intima e silenziosa: la luce del mattino si riflette sull’acqua e il paesaggio rimane raccolto, protetto dal bosco e dalle montagne attorno.
In estate è possibile prendere gli impianti di risalita da Chiesa in Valmalenco. Una volta raggiunta l’Alpe Palù, dirigersi al lago con una breve e piacevole passeggiata.
Il secondo trekking si svolge nella zona di Campo Moro sopra Lanzada, e porta al Rifugio Zoia. Dormire al rifugio permette di uscire direttamente all’alba senza spostamenti, trovandosi già immersi in un ambiente completamente diverso.
Qui il sole illumina le vette del Bernina e il ghiacciaio del Fellaria con un colpo d’occhio allargato e scenografico rispetto al lago. Rendendo il risveglio spettacolare.
La strada da Lanzada verso Campo Moro è chiusa al traffico privato. Per raggiungere la zona è stato attivato un servizio navetta nei periodi di apertura stagionale, proprio per mantenere l’accesso turistico.
Nel comprensorio di Bormio, in un angolo del Parco Nazionale dello Stelvio si trova il Lago della Manzina a 2.790 metri.
Questo lago alpino raccolto e quasi nascosto, conserva un’atmosfera intima e selvaggia lontana dagli itinerari più frequentati. Il sentiero attraversa ambienti diversi e suggestivi, regalando la sensazione di conquistare la meta passo dopo passo. Fno a quando il lago appare quasi all’improvviso, sorprendendo gli escursionisti con tutta la sua bellezza.
La salita dura circa due ore e mezza per un dislivello di oltre 600 metri. Maggiori informazioni: Lago della Manzina.
Sul versante meridionale del Monte Reit il Parco dei Bagni di Bormio con la Fonte Pliniana è il luogo ideale per una passeggiata tranquilla.
Immersi nella ricca vegetazione alpina composta di pini, larici, abeti, pini cembri, mughi ed erica la passeggiata segue sentieri e ponticelli in legno. Dove il tempo sembra rallentare.
Questo angolo di natura richiama benessere, relax e momenti da condividere in coppia. Legato da secoli alla tradizione termale di Bormio e alle storiche passeggiate degli ospiti dei Bagni Vecchi e Bagni Nuovi.
Facilmente accessibile anche a chi non è un escursionista esperto, è il luogo ideale per una sosta mano nella mano prima di raggiungere le terme. O ammirare il tramonto sulle montagne del comprensorio di Bormio.
Per maggiori informazioni sul territorio della Valtellina basta visitare il sito ufficiale.
Fonte: Elena Ubertazzi ( DAG Communication )


















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