Valtellina: proposte primaverili per godere del riveglio della natura


La Valtellina in primavera si risveglia con una bellezza fatta di piccoli dettagli.
Gemme che si aprono, profumi leggeri e colori che accendono il paesaggio con sfumature delicate. Da questa rinascita prende forma una vera e propria poesia diffusa, fatta di fioriture che disegnano mosaici sorprendenti in tutto il territorio.
Nella bassa valle i meleti in fiore regalano distese bianche e rosate dai toni pastello. Mentre salendo di quota sono protagonisti crochi, erica e rododendri.
Seguendo questo ritmo naturale, la primavera in Valtellina è un invito a mettersi in cammino senza fretta. Su una rete di itinerari che attraversano frutteti, vigne, boschi e prati, e che accompagnano passo dopo passo dentro il paesaggio.
La fioritura degli alberi da frutto richiama la pratica giapponese di osservare i ciliegi in fiore come l’hanami. Evocando un ideale “hanami alpino”, fatto di passeggiate lente, luce primaverile e profumi delicati.
Le atmosfere giapponesi dell’hanami trovano eco in Valtellina. Anche qui ci sono i ciliegi selvatici che offrono momenti scenografici tra fine marzo e inizio aprile. Con punti di osservazione privilegiati nei pressi dei centri abitati, a ridosso dei boschi e lungo gli antichi terrazzamenti che caratterizzano il paesaggio valtellinese.
La curiosa presenza dei ciliegi sui versanti valtellinesi affonda le radici in una precisa scelta amministrativa dell’Ottocento.
Contrastare i frequenti smottamenti dei versanti montani, consolidando il suolo grazie alle radici di questi alberi. Il paesaggio fiorito che oggi incanta i visitatori in primavera è in parte l’esito di quella visione lungimirante.
Uno spettacolo simile a quello dei ciliegi si può godere anche grazie ad altri alberi da frutto. In particolare i meli che ogni primavera tingono il versante retico delle Alpi di bianco e rosa, alternandosi al verde delle foglie. In un contesto tra i più fertili della media valle.
Questo scenario si può apprezzare ad esempio lungo tutta la Strada del Vino, da Ardenno a Tirano.
Un itinerario di 67 km a mezza costa percorribile a piedi, in bici o in auto che attraversa frutteti e vigne. Offrendo soste in agriturismi e cantine per degustare i prodotti locali.
Arrivati a Sondrio è possibile deviare lungo il nuovissimo itinerario DiVino, immerso nei terrazzamenti vitati. In questa stagione il percorso regala numerose fioriture di ciliegi e meleti e viste panoramiche sulla valle. Oltre alla possibilità di conoscere la sapienza dell’arte dei muretti a secco.
Veri gioielli di edilizia rurale riconosciuti Patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO.
Con oltre mille ettari di meleti e circa mille aziende agricole coinvolte, la Valtellina si presenta come un vero giardino pedemontano. La coltivazione del melo si concentra fino a circa 900 metri di altitudine. In particolare attorno a Tirano nei comuni di Ponte in Valtellina, Bianzone, Villa di Tirano, Sernio, Lovero e Tovo di Sant’Agata.
Un territorio in cui il microclima alpino caratterizzato da forte escursione termica, esposizione favorevole e altitudine conferisce alle mele IGP caratteristiche organolettiche uniche.
Garantendo frutti croccanti, profumati e di lunga conservazione. Tra le curiosità della fioritura, nelle notti di gelo i meleti vengono irrigati per proteggere i fiori. L’acqua ghiacciando libera calore e li preserva.
All’alba, milioni di corolle ricoperte di ghiaccio brillano al sole, creando un’immagine sorprendente.
Dalle fioriture di fondovalle ai fiori dei pascoli, la Valtellina offre un’esperienza diffusa e in continua evoluzione. Capace di stupire con una tavolozza di colori tenui e variegati. Qui i crochi sono tra i primi a comparire, già tra fine marzo e inizio aprile. Spuntando tra l’erba dei prati ancora parzialmente innevati.
Questi piccoli fiori a forma di calice generalmente viola, lilla, bianchi o gialli trasformano i paesaggi in veri e propri tappeti colorati. Annunciando in modo evidente il risveglio della natura dopo l’inverno.
Un itinerario per scoprirli parte dall’Alta Valchiavenna nei boschi di Bondeno. L’escursione è adatta anche alle famiglie ed è ideale per celebrare le prime fioriture della stagione.
Tra marzo e aprile il percorso attraversa boschi, pascoli e radure. Con tocchi di colore tra gli ultimi residui di neve, fino al belvedere di Bondeno. Dove lo sguardo si apre su un arioso panorama della Valle Spluga.
Proseguendo in direzione della Svizzera da Madesimo si arriva l’altopiano degli Andossi. Un luogo ampio e luminoso raggiungibile anche in auto, ma particolarmente piacevole da esplorare a piedi lungo la passeggiata che costeggia il torrente Scalcoggia. Il percorso è semplice e pianeggiante ed è dominato dallo scenografico Pizzo Spadolazzo.
Tra fine aprile e inizio maggio, permette di immergersi tra distese erbose e crochi. Chi visita invece questi luoghi a giugno avanzato e prosegue fino a Montespluga, potrà scorgere anche i primi rododendri in fiore. Completando così il percorso delle fioriture alpine.
Tornando verso il cuore della Valtellina nei pressi di Morbegno, un’altra opzione fiorita parte dal paese di Albaredo per San Marco. Un itinerario punteggiato da crochi, tra prati soleggiati e ampie vedute sulle Orobie.
Attraversando un breve tratto boschivo per raggiungere infine il Rifugio Alpe Piazza (1835 m), in un ambiente aperto e armonioso.
Salendo di quota e spostandosi verso la parte orientale della Valtellina, la primavera cambia ritmo e colori. Aprendo la strada alle fioriture più tardive e ai paesaggi dell’alta montagna.
Chi desidera vivere la stagione in modo comodo e fuori dall’ordinario, può optare per il Trenino del Bernina che parte dal centro storico di Tirano. La ferrovia sale e il paesaggio alpino primaverile scorre fuori dal finestrino. In alternativa si può percorrere la strada per l’Aprica e raggiungere la Riserva Naturale di Pian di Gembro.
Qui tra Trivigno e Pian di Gembro, la primavera si manifesta nelle fioriture del sottobosco. Primule, scilla, crochi, rododendri e bucaneve animano un ambiente naturale incontaminato, lontano dai percorsi più frequentati.
Proseguendo invece verso l’Alta Valtellina il Parco dei Bagni di Bormio è il luogo ideale per passeggiare nella natura. Osservando le fioriture tra maggio e giugno.
Situato nel Parco Nazionale dello Stelvio liberamente accessibile, si estende tra le storiche strutture termali dei Bagni Nuovi e dei Bagni Vecchi. Il bosco piantumato nell’Ottocento accoglie una ricca vegetazione alpina composta da pini, larici, abeti, gembri, mughi e orchidee selvatiche.
Dominano il sottobosco le piante di erica, caratterizzate da piccoli fiori delicati. Dalle tonalità che spaziano dal rosa tenue al lilla fino al porpora.
Da Bormio attraverso la Valdidentro e il Passo del Foscagno si raggiunge Livigno. Dove si possono scegliere due facili itinerari e un terzo più impegnativo per ammirare le fioriture.
Mentre la Ciclabile di Livigno, pianeggiante e accessibile a tutti attraversa la vallata. Tra prati fioriti e scorci boschivi con dente di leone, ranuncoli e anemoni. Risultando ideale per famiglie e prime passeggiate primaverili.
Chi cerca escursioni più sfidanti può scegliere l’itinerario che risale la Val delle Mine con un panorama straordinario sulla Val Viola e le Alpi Retiche.
Passando per un territorio ricchissimo di fioriture spontanee lungo tutto il percorso come calendula, panace , felci e sambuco. Tre occasioni per visitare la conca alpina di Livigno nello scenario di primavera.
Per maggiori informazioni sul territorio basta visitare il sito ufficiale della Valtellina.
Fonte: Margherita Castelnuovo ( DAG Communication )



















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